Aiuto!!! Arriva la SOCIETA’ CIVILE!!! quarta puntata

by on September 29, 2012

Nella testa del'E'LITE e della SOCIeTA' CIVILE - Immaginazione al porre -
 Nella testa del'E'LITE e della SOCIeTA'  CIVILE - Immaginazione al porre -

Nella testa del'E'LITE e della SOCIeTA' CIVILE - Immaginazione al porre - Galleria splendori della SOCIETA' CIVILE

MAMMA MIA LA SOCIETÀ CIVILE – L’ingresso e la permanenza nell’Euro – Vati e Soloni (quinta puntata)

E Sia! Che cosa? Ma l’’accento su Berlusconi naturalmente! Un Berlusconi che comunque fa notare quanto la nostra situazione sia tragica.  Perchè? Perchè non si può svalutare, perché non si può stampare banconote. Importante? No, naturalmente! NON abbiamo più quelle armi ma

ABBIAMO L’E'LITE  e la SOCIETA’ CIVILE!

ABBIAMO L’E'LITE  e la SOCIETA’ CIVILE!

ABBIAMO L’E'LITE  e la SOCIETA’ CIVILE!

ABBIAMO L’E'LITE  e la SOCIETA’ CIVILE!

Una società civile che più civile non  si può!

Si può?  No! Non si può!

Una società civile che più civile non  si può!

Si può?  No!  Non si può!

Perché allora non porre l’accento sulla nostra preziosa società civile colta esperta e preparata, su quell’elite intellettuale, su quei vati, su quei professoroni superlativi, che per anni hanno magnificato di fronte a noi scettici riluttanti gli enormi vantaggi che avrebbe portato l’entrata nel sistema euro, gli enormi vantaggi che ci stava portando, gli enormi vantaggi che ci aveva portato e ci avrebbe portato e i ripetuti e variati “Chissà dove saremmo se non fossimo nell’euro!” Chissà dove! Chissà dove!!!

Non avete visto che brutta fine hanno fatto quei poveri paesi meschinetti che all’euro non hanno ancora aderito?

Beh!  Visto che fra i 17 che  all’euro hanno aderito (Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna ) ben 6 (in rosso) stanno molto male, mentre quelli che, pur essendo nelle CEE, non hanno ancora aderito all’Euro (Danimarca, Regno Unito, Finlandia, Svezia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Ungheria, Bulgaria, Romania), a quanto pare non se la sono affatto cavata male, visto che nessuno per ora è a rischio fallimento.

A questo punto non sarebbe opportuno ricordare chi ha raccolto tanti allori per essere riuscito a portarci nell’Euro?

Non voglio però parlare male del signor Prodi.

Mi piacerebbe una sinistra modello Prodi? Credo di sì, soprattutto se penso al confronto con altre sinistre come ad esempio quelle modello Espresso-Repubblica.

Prodi, come presidente IRI, riuscì , almeno in parte, nell’impresa colossale di vendere qualcuno di quegli enormi carrozzoni politicizzati. Prodi ce la fece nonostante l’opposizione di certa sinistra primitiva, dei sindacati, di Craxi, di una buona fetta della Democrazia Cristiana, e di un gran numero di potenti boiardi. Fu, a mio avviso il lato peggiore e più retrivo di Craxi a opporsi con tutti i mezzi leciti (e forse illeciti) alla vendita di quel che allora si chiamava il panettone di stato. Un Craxi che, arruolando Berlusconi,  riuscì a mandare a monte la vendita del panettone di Stato.
Mi pare di ricordare che anche la vendita di una grossa fattoria di Stato (la “Maccarese” se ricordo bene) non andò a buon fine. Non soi quali forze e quali argomenti riuscissero a prevalere in una simile occasione  ma a Prodi fu impedita la vendita.

Perché Craxi assunse un simile atteggiamento? Sicuramente giocò l’inimicizia culturale fra partiti di sinistra. Da una parte gli elitari borghesi repubblicani, dall’altra il popolare Craxi. Un’inimicizia che SI MANIFESTÒ IN TUTTA LA SUA DUREZZA quando a Craxi riuscì a sventare la conquista del Corriere da parte dell’aristocratico trio Visentini, Spadolini, De Benedetti.

Il problema è che quel Prodi ha un certo punto svanì.  Altro giorno,  altro Prodi.

ELFO

NON svanì affatto. Era sempre lo stesso Prodi

Che bello entrare nell’Euro

by on September 28, 2012

 

Tutti felici sul treno dell'EURO - Qualcuno meno - Qualcuno per niente .- Qualcuno piange . - Qualcuno si suicida - Viva i tecnocrati dell'Euro che hanno previsto tutto- Qaualche sofferenza ma tutto finirà bene - Come sempre tutto per il nostro bene .- Anche per quelli che si sono suicidati

 

Nessuno, penso, può dichiararsi contrario, neppure i più scettici, ai fini che i fondatori cercarono costituendo l’unione europea. Anche i più scettici non possono che convenire che dopo secoli di guerre feroci quell’unità doveva essere ricercata. Fini ‘nobili’  si usa pomposamente dire.
Lasciamo perdere certi aggettivi. Il termine ‘nobile’ puzza, puzza, puzza enormemente non di disincanto politico ma di comprensione mitica e religiosa, il che non è certo raccomandabile.

Ma cosa è venuto in mente a Prodi? Al combattivo liquidatore dell’Iri?

C’era una soglia di disavanzo da raggiungere. Purtroppo quella soglia non era strutturalmente caratterizzata, ma era un puro numero. Il che consentiva di raggiungerla, non realizzando coraggiose e difficili riforme strutturali, ma imponendo tasse e vendendo beni. Prodi per raggiungerla impose addirittura una tassa “per entrare nell’Europa” ossia per raggiungere la soglia.
Per noi Italiani la disastrosa situazione attuale non nasce né dall’idea di Unione Europea, né da quella di unione monetaria. E neppure dall’incompletezza di tali unioni. Nasce dai tempi e dalle modalità adottate. Prodi e Ciampi sbagliarono tempi e modalità. Sbagliarono loro a chiederla e a volerla a tutti i costi e l’Europa virtuosa (leggi Tedeschi) a concederla.
Molti europei giudicarono un errore concederla e molti italiani erano del tutto scettici. Ma imperversava un mito, a mio avviso, del tutto ingiustificato, del tecnico economista Ciampi. Una carriera quella di Ciampi che a me è sempre apparsa piena di insuccessi, ombre. Grandi, davvero! Grandi e sospette.
Si voleva chiudere definitivamente il capitolo delle guerre e dell’odio fra popoli e nazioni e si sta rischiando un nuovo odio. I sacrifici non sono mai giusti e come tali creano vittime e nuovo odio. Odio e disprezzo tra latini e tedeschi.

Aiuto!!! Arriva la SOCIETA’ CIVILE!!! Quarta puntata

by on September 25, 2012

Ordine e disciplina nella testa elitaria

Ordine e disciplina nella testa elitaria - Museo comunale Re degli anarchici

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CURARO

Cominciamo dall’uscita dall’euro di Grillo e dalla “pazza idea” di Berlusconi (se ne vada la Germania? Zecca italiana?) Confusa e delittuosa addirittura, a parere dei nostri Soloni! Mamma mia: confusa e delittuosa! Mamma mia! Silenzio, parlano i Vati.

Il fatto è che il qui presente Curaro vuole prima parlare non dell’uscita ma dell’entrata nell’Euro su cui i nostri Soloni fanno finta di nulla.

Possibile che la tragica situazione in cui ci troviamo, ingabbiati nell’Euro senza possibilità di manovra monetaria e a rischio fallimento, non induca i nostri soloni a ricordare come proprio tutti quanti loro quegli stessi che ora tacciono sull’argomento,  per  mesi, per anni, ad ogni occasione ci abbiano redarguito per i nostri illeciti dubbi, per il nostro immorale scetticismo, per il nostro improduttivo dubitare (C’è gente che purtroppo dubita da sempre, è immorale da sempre, è incivile da sempre), ammonendoci, ripetendo incessantemente per farlo entrare una buona volta nelle nostre teste dure che l’EURO avrebbe portato solo vantaggi, che l’euro sta portando solo vantaggi, che “chissà se non fossimo nell’euro”, che “per fortuna siamo nell’Euro”, rimbrottando scandalizzati i pessimisti, enumerando i vantaggi: Vantaggi di qui, vantaggi di là, vantaggi sopra, vantaggi sotto e fu così che di vantaggio in vantaggio siamo finito sull’orlo del fallimento.

Naturalmente i soloni non ammetteranno mai di essersi sbagliati, anzi, a quanto sembra hanno adottato una duplice linea di attacco e difesa. La prima consiste nel non ricordare mai cosa oggi ci hanno raccomandato ieri, la seconda nel ripetere che la colpa è di noi italiani, dei vari governi, di Berlusconi (anche se ultimamente l’argomento Berlusconi ha perso forza, visto che si parla sempre più di Germania e di Europa) che non si sonno comportati come si deve, che non sono stati capaci di trarre profitto dagli enormi vantaggi che l’euro ci garantiva in termini di bassi interessi.

Questo ultimo argomento ha dell’incredibile,  perché proprio queste erano le ragioni degli scettici: che questa Italia abituata a un procedere saltellando e accelerando, tra perdite di competitività – difficoltà – svalutazioni – riprese difficilmente poteva farcela, difficilmente sarebbe stata capace di compiere il miracolo e, con un colpo di bacchetta magica, rivoluzionare la sua struttura economica. Perché proprio questa avrebbe dovuto essere: una rivoluzione. Una rivoluzione che avrebbe dovuto interessare la costituzione, la democrazia, le leggi, gli ordini professionali, gli appalti , il dna dell’apparato statale, dell’apparato industriale, dell’apparato sindacale. Una struttura con una grande imprenditoria, con grandi imprenditori, ma in parte selezionata per resistere a quel tipo di marcia, un’imprenditoria in parte collusa con gli aiuti di stato, un’imprenditoria soffocata dalle tasse, dalla burocrazia, da sindacati che – non dimentichiamolo – solo ieri parlavano ancora di nazionalizzazioni e di salario come variabile indipendente. Un sindacato e un’élite intellettuale ispirati dalle idee rivoluzionarie sessantotto, dal mito rosso e sovietico. Un sindacato e un ‘élite incapaci di  distinguersi da una elefantiaca, inefficiente, rapace, disastrosa, irriformabile, struttura statale.

La seconda riguarda quell’ultima “pazza idea” di Berlusconi di una zecca italiana dell’euro, che, anche se subito ritirata, è un segnale – ci dice il Solone di Turno – da prendere sul serio.
Prediamolo pure sul serio!  Ma il problema è che i nostri profeti, i nostri vati, che vedono in cielo non nuvole ma rocce volanti, che vedono ideali trasformati in idee scolpite nell’aria, sono per intrinseca costituzione anche loro imbonitori, come il loro principale accusato signor Berlusconi. Sono stati tanto imbonitori da riuscire a convincere tutti che la scultura non era fumo ma pietra e che tutto sarebbe filato come doveva.
Ma come poteva filare!? Come potevano i vati pensare che potesse filare? Proprio loro che, come noi, avevano assistito al triste destino del nostro meridione ingabbiato sotto la lira dell’economia del Nord.

La dose di Curaro è già fin troppa per oggi che avrà tutto il tempo di finire il discorso nel procedere dei secoli se rinuncerà ad essere logorroico e verboso. Sulla efficienza della pubblica amministrazione sezione scuola perché non intervistare professore? Godetevi questa corsa di Pantani.

 

Sia BENEDETTO IDDIO! Arriva la Cavalleria a SALVARCI!! Arriva la società civile! Arriva! Arriva!!

by on September 24, 2012

Giornaliste veline "conducono"il telegiornale lunare

 MAMMA MIA LA SOCIETÀ CIVILE  (seconda puntata)

Dunque il signor Rusconi non dice che esistono molte società civili, non dice che ne esiste una sola, non dice che muta e neppure come è bene che muti, ma certamente qualsiasi lettore dei nostri eccelsi opinionisti esperti di “società civile”, qualsiasi ascoltatore delle innumerevoli discussioni televisive non può che continuamente confermare a se stesso che la società civile, la VERA SOCIETA’  CIVILE  è eminentemente di sinistra, antiberlusconiana, da sempre dalla parte dei giudici prima nella durissima guerra di attacco e trincea contro il tremendo delinquente Craxi, poi nell’altrettanto durissima guerra di attacco e trincea contro il volgare, innominabile, indecente, truffatore, imbonitore e ladro Berlusconi, quando contro questo scaltro, demoniaco esercito di straccioni culturali, imbonitori e contestatori dovette alto levarsi il grido “Resistere, resistere, resistere” divenuto almeno altrettanto citato quanto lo scalfariano (di Scalfaro, non di Scalfari) “Non ci sto!”

Ho citato Craxi e Berlusconi come esemplari perché purtroppo i loro seguaci (oggi pochi del primo, molti di più del secondo) pur non essendo meno convinti di quelle stesse tesi, pur coscienti di essere membri incivili della società incivile, non hanno né il carisma né la posizione dei due citati. Solo da queste due forti personalità è venuta la resistenza contro quelle manovre, quelle azioni che alla parte della società ( incivile, ignorante, male informata, immorale) sono apparse come una congiura e come un colpo di stato attuato con la collaborazione attiva dei pubblici ministeri, come una politicamente delittuosa intrusione dei giudici nella vita politica, come un farsi dei giudici parte politica in voluta confusione con l’attività giudiziaria.

Rusconi insinua che dietro alle contestazioni alla celebrazione del 2 giugno da parte di alcune forze politiche, convinte di rappresentare in esclusiva la “società civile”, “dietro agli argomenti avanzati si celino altre intenzioni” e invita a fare un passo indietro alla fase culminante poi precipitata del berlusconismo ossia alla stagione alta dei movimenti della “società civile” di cui retrospettivamente oggi, a suo avviso, si colgono i limiti.

Quali e come si colgono? Intanto Rusconi considera che non “si trattava semplicemente di un collettore dell’antiberlusconismo, come si disse.” Ma se non si trattava semplicemente di un collettore dell’antiberlusconismo di che si trattava allora? Sembra che a Rusconi non interessi esplicitare questa verità.

Prosegue invece, dopo averci avvertito che la società civile è diventata la società dei fruitori e spettatori di internet, con quel famigerato movimento a cinque stelle, vera incognita della nostra politica e portatore di una strategia politica complessiva ancora troppo confusa (a prescindere dalla punizione esemplare della casta)”. Una miscela che fa rabbrividire e lo fa rabbrividire. Ma “una cosa è certa: che col passare del tempo e il prevedibile peggioramento della crisi”  ecc. ecc. si faranno sentire emotività piuttosto che argomentazioni ecc. ecc.  sull’uscita dall’euro e dalla CEE. Ecco! L’ultima “pazza idea” di Berlusconi di una zecca italiana , anche se subito ritirata, è un segnale da prendere sul serio,” .

In maniera assai simile anche un commentatore liberale come Bettiza in un articolo del mette in evidenza come “un Italia anti-Europa s’annida fra le schiere di partiti una volta dominanti, e oggi perdenti, affascinati dalle piazzate in libertà di un Grillo”. Mi chiedo da quali sentimenti può essere giustificato un tono che poi si esprime con termini quali “piazzate in libertà di un Grillo” ma forse pretendo troppo.

I due opinionisti bocciano dunque da una parte Grillo perché chiede imperiosamente di uscire dall’euro e dall’altra l’atteggiamento di un ambiguo Berlusconi. Ma soprattutto bocciano quello che considerano un nuovo sbocciato amore di Berlusconi e forse del Popolo della Libertà per Grillo.

Berlusconi non ha scoperto Grillo ora, perché ha in comune con Grillo ciò che ha sempre avuto. Un qualcosa che la nostra illuminata élite, la nostra altrettanto illuminata società civile identificano come populismo in contrapposizione alla loro vera democrazia. Peccato che quella “loro” democrazia, secondo numerosi sostenitori delle idee di Grillo e altrettanto simpatizzanti delle idee Berlusconi, altro non sia che un’aristocrazia antipopolare e una democrazia delle èlite. Quelle stesse elite, oggi come ieri, così “civilmente” disgustate sia dall’immorale, incivile, populistico berlusconismo, sia dell’incivile, volgare, populistico movimento a cinque stelle che, ricordo, sarebbe “portatore di una strategia politica complessiva ancora troppo confusa (a prescindere dalla punizione esemplare della casta)” (Una miscela che fa rabbrividire e lo fa rabbrividire)

Cominciamo dalla questione dell’Euro. Sono sicuri i vari illuminati opinionisti che tutto non finirà disastrosamente con il fallimento dell’Euro o con la formazione di due comunità con due diversi euro, che noi dopo il tracollo di Grecia e Spagna non si debba uscire dall’euro e tornare alla lira? La seconda è lontanamente paragonabile a quella di Berlusconi, anche se in realtà, Berlusconi auspica che sia la Germaniaa uscire dall’euro, come auspicano molti tedeschi mentre molti altri più furbamente lo scongiurano perché troppi vantaggi sta avendo il loro paese (finanziamenti a tasso negativo, valore dell’Euro molto più basso e conveniente (proprio per la presenza di economie deboli come quelle citate) che favorisce le loro esportazione e danneggia quelle delle deboli economie citate per le quali quel valore dell’euro è troppo forte.

 

Ma il vero problema è, a mio avviso, l’ottusità con cui la sinistra (i partiti di sinistra, soprattutto l’elite che si nutre di Espresso e Repubblica) s’è interfacciata tanto col movimento a cinque stelle, che col berlusconismo, che col leghismo. Non cercando di capire le idee di cui erano portatori ma iniziando una campagna di insulti e di odio. Non attenzione, non interpretazione senza pregiudizi, non interazione non discussione per creare quei nuovi significati così preziosi in democrazia[i], ma barriere di accuse, insulti, delegittimazioni, richieste d’intervento del presidente della repubblica, dei pubblici ministeri.

Prendiamo intanto atto intanto che esiste un programma generale di governo e una configurazione ideale verso una nuova società del movimento a cinque stelle. Prendiamo atto che Grillo lo sta gridando da sempre, da quando era una voce isolata, da quando era un sito su internet, da quando non rappresentava neppure l’un per cento.

Certo il movimento parla secondo un diverso paradigma ( come del resto lo parlava Berlusconi, come del resto lo parlava Bossi) ma è mai possibile la nostra alta intelligenza italica, intellettuale e giornalistica non abbia percepita nessun contenuto o, peggio, non si sia neppure minimamente impegnata di percepirlo. Grillo non parla il politichese, Berlusconi neppure, anche Bossi per un certo verso e questo già basta per parlare nei primi due casi di antipolitica e nel terzo di razzismo (Anche sulla proprietà di questo termine si dovrà parlare).

Cosa chiede Grillo? Un società diversa? Tanto diversa da declinare un paradigma rivoluzionario? Tanto rivoluzionario da spaventare, da provocare un rifiuto a priori esprimibile con un’espressione del tipo “Sproloquiare” o ”Condurre piazzate in libertà”. Costoro sono i nostri maestri? Queste le risposte?

Dimentichiamo Berlusconi e parliamo di Grillo che basa, a quanto sembra, basa “le sue piazzate in libertà” o “le sue miscele che fanno rabbrividire” su una radicale isonomia, su un programma ambientalista e su quella che Rusconi definisce “punizione esemplare della casta”, che secondo il nostro Solone di turno non sarebbe (bontà sua) un elemento confuso fra quelli confusi che compongono “la sua strategia politica complessiva ancora troppo confusa” sull’uscita dall’euro sentito come un cappio che ci strangola e che comunque non permetterebbe neppure un inizio di realizzazione del programma.

Parlerò ora prima dell’ultima (Uscita dall’Euro) e poi della precedente (Punizione esemplare della casta. E se Elfo che comanda il Blog perché sa due stupidaggini di computer, vuole interrompermi lo faccia qui e non a casaccio.
Curaro

Elfo

E’ proprio ora di fermarsi. Ma se Curaro vuole fare come vuole perché non si fa il suo Blog dopo aver imparato la due stupidaggini?

 

Hollande

by on September 21, 2012

Anarchia - Museo lunare IL RE DEGLI ANARCHICI

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Elfo

Hollande

Questa è la sinistra che mio piace Sulla stampa del 20-7- ’12 la lettera del lettore  Rolando MARCHI ci informa sui primi mesi del governo Hollande. Taglio de 30% dello stipendio dei parlamentari, diminuito del 25 per cento dei funzionari governativi, del quaranta di tutti gli alti dirigenti, che guadagnano oltre 800mila l’anno, abolizione delle auto blu, loro venduta all’asta “Un dirigente che guadagna 600mila euro l’anno se non può permettersi il lusso di acquistare una bella autovettura con il proprio guadagno vuol dire che è troppo avaro stupido e disonesto!”

Ci informa poi il signor Rolando Marchi Che Hollande ha tagliato contributi alla chiesa, alle riviste, giornali fondazioni e con  tutti questi risparmi ha assunto 2600 ricercatori e 59.870n laureati precari…questo e altro ancora. Viva Hollande!

Questa è la sinistra che mi piace e che forse piace a curaro. Quella che  pota lo stato Quella che si autodisciplina, quella che pota i propri eccessi, le scivolate, le consorterie statali, le consorterie statali e dirigenziali. Quella che risparmia sui grossi, inutili stipendi, sulle grosse, inutili spese e che da lavoro ai ricercatori.

Avremo mai una sinistra così? Piace molto a me e forse piacerebbe persino a curaro.

By Elfo

 

SENTO LA NOTIZIA CHE IL… della Tremenda Torvalda

by on September 20, 2012

Tremenda Torvalda

 

Apprendo la notizia che iltesorieredel partito fantasma Margherita ha ottenuto gli “arresti domiciliari”. Insomma, dopo pochi mesi di “custodia cautelare”, un ladro istituzionale è tornato agli affetti e al calore della famiglia… Non proprio cosi, dal momento che anche la moglie è un bell’esemplare di immacolata onestà, per cui l’individuo è stato mandato in una struttura religiosa.

Sarebbe accaduto la stessa cosa se si fosse trattato di un ladro di galline?
Intanto quest’ultimo le galline le avrebbe restituite subito? Ovvero il proprietario legittimo delle galline quantomeno immediatamente avrebbe rivendicato le sue galline.
Poi la giustizia avrebbe proceduto. E senza sconti. Perché il ladro di galline va punito per il reato in sé, e per il principio Non si ruba.

Nel caso “Lusi”, il malloppo è stato prontamente restituito?
A chi?
A noi?
A me?
A me che pago le tasse fino all’ultimo centesimo. Non perché sia antropologicamente diversa “dal Lusi”, ma perché ci sono regole da rispettare.

La giustizia quando provvederà a condannare con formula definitiva il reo confesso Lusi?
Che Lusi Luigi sia un ladro è un fatto: l’ho ammesso lui stesso, quando faceva i distinguo tra i milioni più e i milioni meno..
Certo è che quando (quando?) la sentenza sarà emessa, se il linguaggio con cui sarà formulata la condanna avrà lo stesso tenore di quello usato dal gip che ne ha disposto gli arresti domiciliari
“nella situazione interinale Lusi potrebbe operare la restituzione del denaro trasferito in Canada, con inequivoco sintomo di affrancamento dal sistema criminale in cui egli sembra essere vissuto: una specifica volontà in tal senso, d’altronde, è già desumibile dal vincolo creato con la costituzione del pegno sulle quote delle società canadesi, in favore della procura di Roma”,
io no capirò mai se il signore Lusi Luigi starà dentro o fuori del carcere…..

By Torvalda

MIRACOLI! SEMPRE NUOVI MIRACOLI

by on September 19, 2012

La nuova collaboratrice del Blog

L’Italia è il paese dei miracoli.

 

La nuova collaboratrice del Blog

TORVALDA la nuova collaboratrice del Blog sta meditando. Non disturbatela.

 

ELFO Primo Post della nuova collaboratrice INA TORVALDA 

Non mi riferisco al film di Zavattini, anche il noto regista non ha dovuto sforzarsi molto per trovare un titolo – Miracolo a Milano – che poteva apparire surreale per altri popoli, ma non per gli italiani. Intendo dire che per gli italiani le cose che fanno se non sono miracolose, non hanno realtà.

E così l’economia italica post-bellica si avviò solo perché fu un miracolo. E quello fu un miracolo che sollevò le sorti del Paese, che riuscì a divenire in poco tempo il quinto paese più industrializzato al mondo.
Dopo di allora, gli italiani hanno continuato a credere nei miracoli con il nefando atteggiamento di chi aspetta che le cose accadano per intercessioni occulte. Così oggi è un miracolo se si riesce a prendere un treno, un autobus in orario; oppure è un miracolo se, fidandosi delle sole indicazioni scritte (se insomma non si chiede più e più volte conferma), si riesce ad arrivare in una località nuova, o anche solo se quel autobus che avete preso, che porta scritto destinazione Pavia, arrivi sicuramente a Pavia.
Da qualche tempo, anche nella Sanità, è un miracolo se torni a casa vivo, o in condizioni migliori , o almeno nelle stesse condizioni in cui sei entrato in un ospedale.

E’ un miracolo se non vieni risucchiato da una voragine che improvvisamente si può aprire sotto i tuoi piedi ( spesso sotto la macchina) dopo un nubifragio, sia pur violento. E sì chè i nostri amministratori non possono mica badare a queste cose. Sono ben altre le cose che stano loro a cuore….
Prodigio ulteriore del nostro Paese è che i miracoli sono divenuti anche programma di un partito politico. Si osservi il tenore del programma della prossima campagna elettorale del pdl. E soprattutto si guardi il leader di tale partito. In fatto di miracoli, lui è un fulgido esempio testimoniale: lui, col passare del tempo, non invecchia, come tutti gli altri suoi coetanei. No, lui ringiovanisce: la pelle si fa più liscia , i suoi capelli rinfoltiscono, ecc..

Un vero miracolo!

Tale fede porterà agli italiani gli stessi benefici dello ormai lontano miracolo economico?

By Torvalda

La SOCIETA’ CIVILE ci salverà – LA SOCIETA’ CIVILE ci salverà

by on September 19, 2012

Immagine la società civilre

SOCIETA' CIVILE LA SOCIETA' CIVILE LA SOCIETA' CIVILE LA SOCIETA' CIVILE LA SOCIETA' CIVILE

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TREMENDO VELTRONIDE! prima puntata

by on September 14, 2012

Il sindaco Veltronide festeggiato dall'élite capitolina. Fotografia agenzia STRUNZ

 

Qui Lunare  dalla faccia nascosta della luna

Napoli

Il sindaco di Napoli, convocati un mese fa i giornalisti, comunicò al mondo una favolosa scoperta archeologica nell’ubertosa pianura fra Ercolano e Napoli “Colà, proclamò nel suo puro accento oxoniense, è stata rinvenuta a trenta metri di profondità un’armata di cavalieri e di fanti fatta di spazzatura pressata. “Gli esperti ci riferiscono che la spazzatura, risalente al quarto millennio avanti Cristo, risulta ottenuta da una pressa da almeno ventimila chili. Quale civiltà sconosciuta ha potuto elaborare una simile tecnologia se non la mitica Atlantide? E chi è il vostro sindaco se un lontano rampollo della mitica casa reale di Atlantide?” “Venivano da Marte, da Giove o da Alfa Centauri? Erano dei o giganti questi nostri gloriosi progenitori?
Ancora si scava, ancora si confida di trovare il favoloso strumento che ha forgiato questo incredibile esercito!”  “Venite, venite nella turisti nostra splendente città, vedrete l’armata sepolta di migliaia di cavalieri e di fanti, vedrete il Vesuvio vedrete Pompei, la reggia di Caserta, la camorra, il sangue di San Gennaro” ha declamato il sindaco.

 

Roma e Pamplona

Il sindaco Veltronide di Roma ha annunciato la ripresa degli spettacoli del circo in un nuovo Colosseo “Ci saranno tigri, tori, leoni. Ci saranno Gladiatori con scudi e spade, con reti e tridenti, allegre e truculente battaglie. Prima degli spettacoli ai gladiatori e alle belve sarà sosttuito il sangue rosso con quello grigio per la squadra A, giallo per la squadra B, azzurro e bianco per le belve, col duplice scopo di facilitare l’andamento dello scontro per gli spettatori e per non impressionare i cuori gentili dei ragazzi. Le famiglie potranno così andare allegre e giulive al circo e gustare i favolosi popcorn venduti per lo spettacolo.

Torino

Il sindaco di Torino in un affollata conferenza stampa ha insultato il sindaco Veltronide di Roma  e gli ha dato del copione “Non sa far nulla da solo Ha sempre copiato. E’ indecente! Quando incendierà Roma per trastullare i romani e i turisti?”, la risposta del sindaco di Roma fu rovente “Roma non copia, Roma ha portato la civiltà. Invito i combattenti torinesi a venire a fare i gladiatori nel nuovo circo di Roma Da noi troverete Fama e Denari!” Il sindaco di Torino rispose “Brutto mascalzone! Quando incendierai Roma? “ e l’altro rispose “Tra pochi mesi lo annunceremo. Sarà un incendio totale e memorabile con migliaia di comparse; ai turisti verrà assegnato un posto donde dovranno salvarsi con emozionanti fughe dal furore del fuoco. Bidoni di benzina collocati qua e là, trappole disseminate sul percorso, tratti scivolosi, tratti disseminati di chiodi a tre punte, tratti trattati con colla tenace e invisibile vivacizzeranno la festa. Tutti potranno partecipare; le famiglie festose coi loro bimbi sorridenti e le bandierine fornite dall’organizzazione, potranno scendere nell’arena virtuale oppure godersi lo spettacolo dietro le transenne. Sarà mille volte più emozionante della corsa dei tori di Pamplona.

Sacerdoti di tutte le fedi in un’ammirevole concordia, nello spirito di pace francescana di Assisi, saranno pronti per fornire conforto ai morenti, agli incollati, agli inchiodati, agli ustionati. Ci accuseranno ora di aver copiato da Pamplona? O avranno il coraggio di ammettere che Pamplona ha copiato da Roma?”

Il giornale IL MANIFESTO propose ai suoi fedeli lettori questo vitale quesito:”E’ di destra o di sinistra abolire così il glorioso sangue rosso?”

Fine della prima puntata

il Vostro affezionato Lunare dalla faccia nascosta della luna

MEA CULPA SU MORAVIA

by on September 13, 2012

 

TORINO . LA LUCE DELLA TERRA DORA LE CIME DELLA CITTA'   Museo lunare STRUNZ  e STRUNZI

TORINO . LA LUCE DELLA TERRA DORA LE CIME DELLA CITTA' Museo lunare STRUNZ e STRUNZI

 

Parla Elfo

Curaro ha scritto contro la scrittrice Dacia Maraini, contro l’ex sindaco Chiamparino, contro la signora Bresso e contro lo scrittore Alberto Moravia. Nello scritto l’ex-sindaco e l’ex-governatore appaiono un tantino superficiali ma, insomma, tra i tanti meriti e le tante superficialità ci sta pure questa. Mi spiace che Moravia appaia invece come teleguidato dal suo uccello.

Anche se nell’occasione molti lo pensarono, anche se fu così, bisogna pur ricordare la grande generosità dello scrittore Moravia e dell’uomo Moravia. In altra occasione e sempre in merito al premio Formentor,  Moravia fece il possibile e l’impossibile per favorire  Gadda il suo inedito La Cognizione del dolore. Fece l’impossibile, ci riuscì e forse senza quell’impossibile il premio (meritatissimo) non sarebbe arrivato.

Naturalmente non c’è paragone tra La Cognizione del dolore uno dei pochi capolavori della letteratura italiana del secolo scorso e il romanzo della Maraini. Come non c’è paragone fra lo scrittore Gadda e la scrittrice Maraini.

E forse anche fra l’essere umano Gadda e l’umana Maraini.