Aiuto!!! Arriva la SOCIETA’ CIVILE

by on September 10, 2012

Elfo

Curaro, che è sempre lo stesso velenoso Curaro, interrompe provvisoriamente i colpi di Stato. Perché? Perché è andato fuori giri per due questioni: le uscite di Berlusconi sulla necessità di cacciarela Germaniadall’Euro e le inquietudini provocate dal partito a cinque stelle nell’elite culturale. Ho visto attraverso Skipe il fascio di ritagli di giornale (Curaro, primitivo e rudimentale vive come se Internet, lo scanner e il copia e incolla non esistessero) che agitava mentre diceva “Ho scelto quelli di un certo Rusconi e di un certo Bettiza. Perché? (lui fa domanda e risposta) Perché scrivono su un giornale territoriale. Santo cielo! Mi spiace parlare male di Bettiza che è uno dei pochi giornalisti del mio Olimpo privato. Giove mi perdoni.”

E ora ecco servite la mente contorta e le circonvoluzione celebrali malate di Curaro. Ecco il suo sfogo di Curaro (Suddiviso in più puntate perché Curaro è verboso e logorroico).

Curaro 

“Come molti altri in questi ultimi anni l’articolo di Rusconi è caratterizzato, a mio avviso, da idee confuse, forse solo perché espresse frettolosamente, forse solo perché costrette dal taglio e dalla dimensione in una obbligata dimensione lillipuziana: una completa sproporzione fra complessità dell’argomento e risorse di spazio per trattarlo.

L’argomento è l’ostentata, pluri-citata, pluri-evocata, pluri-elogiata, pluri-salvifica “SOCIETA’ Civile” Tanto pluri, a paragone dell’esiguità dell’articolo che alla fine il lettore è più che giustificato se si pone la domanda: Ma in definitiva cosa si intende con il termine “Società civile”? Quale concettualità è associata a un termine troppo usato, troppo, usurato il cui significare, tirato com’è da tutte le parti, è forzatamente variegato, ambiguo e mitico.

 

Russell nel 1905 inun famoso saggio sugli articoli determinativi quali il ,lo, la cerco di analizzarne l’intima natura sintattica e semantica. La questione era, secondo Russell e non solo secondo Russell, per tutti coloro si sentivano impegnati, ad esempio in logica e in matematica, a liberare queste particelle che comparivano in espressioni quali “Il massimo della funzione…”, “Il primo termine della funzione…”da ogni ambiguità.

Russell tradusse un’espressione ambigua come “L’attuale re di Francia è calvo” con l’espressione “Esiste uno un solo individuo re di Francia e questo individuo è calvo.” La prima espressione “L’attuale re di Francia è calvo” non poteva essere dichiarata né vera né falsa la seconda, risultando dalla congiunzione di un’asserzione falsa con un’altra asserzione era sicuramente falsa.

 

L’interpretazione di Russell è stata accettata o respinta ma è stato comunque accettato il fatto che articoli come ‘il’ ecc. implicano “uno e uno solo”.

Se voglio essere preciso e non ambiguo debbo parlo o tento parlare de “La società civile” come di un’unica società civile o delle Società Civili? La “Società civile” cambia nel tempo e nei componenti ma è comunque in quel tempo “La società civile” ossia un’espressione che divide la società in due parti una civile e una non civile? Ha senso parlare di società non civile o bisogna decisamente parlare di società incivile? A mio avviso La nostra Èlite culturale, per la quale il civile è l’impegnato di queste pizzerlacchere distinzioni non si cura proprio.

 

Ebbene se società degli incivili e degli acivili è quella che non partecipa ai girotondi, alle adunate, ai cortei contro Berlusconi, quella che non tifa per quella che io chiamo l’alleanza dei pubblici ministeri con…, quella che ecc. ecc. non sto a specificare tutte le virtù di questa suprema società civile (Lo fa già ottimamente Lunare quando fa declamare al coro che sono:

Belli, onesti, puri,colti, intelligenti, solidali

Belli, onesti, puri,colti, intelligenti, solidali

Belli, onesti, puri,colti, intelligenti, solidali

Lui parla della società civile della luna, ma tutte le società civili della Galassia compresa quella terrestre e italica sono:

Belli, onesti, puri,colti, intelligenti, solidali

Belli, onesti, puri,colti, intelligenti, solidali

Belli, onesti, puri,colti, intelligenti, solidali)

 

Perché i nostri alti giornalisti, alti opinionisti, maitre à penser et coltissimi parlano de “la Società Civile? Evidentemente perché pensano che sia una sola, ben individuabile per la cultura, la civiltà, l’impegno civile, le azioni, le avversioni, che la caratterizzano, anche se la mia impressione (e per fortuna non solo mia) è che in definitiva sia proprio la stessa Società civile ad autonominarsi e autocelebrarsi come ‘civile’. E che i nostri esimi, supremi opinionisti finiscano per caratterizzarla con gli stessi predicati, con gli stessi ideali con cui caratterizzano se stessi. Quasi che descrivessero se stessi o peggio descrivessero una classe di individui dove l’opinionista è facilmente riconoscibile.”

 

Fermiamoci qua! L’articolo è lungo e è irrimediabilmente logorroico.

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