Sia BENEDETTO IDDIO! Arriva la Cavalleria a SALVARCI!! Arriva la società civile! Arriva! Arriva!!

by on September 24, 2012

Giornaliste veline "conducono"il telegiornale lunare

 MAMMA MIA LA SOCIETÀ CIVILE  (seconda puntata)

Dunque il signor Rusconi non dice che esistono molte società civili, non dice che ne esiste una sola, non dice che muta e neppure come è bene che muti, ma certamente qualsiasi lettore dei nostri eccelsi opinionisti esperti di “società civile”, qualsiasi ascoltatore delle innumerevoli discussioni televisive non può che continuamente confermare a se stesso che la società civile, la VERA SOCIETA’  CIVILE  è eminentemente di sinistra, antiberlusconiana, da sempre dalla parte dei giudici prima nella durissima guerra di attacco e trincea contro il tremendo delinquente Craxi, poi nell’altrettanto durissima guerra di attacco e trincea contro il volgare, innominabile, indecente, truffatore, imbonitore e ladro Berlusconi, quando contro questo scaltro, demoniaco esercito di straccioni culturali, imbonitori e contestatori dovette alto levarsi il grido “Resistere, resistere, resistere” divenuto almeno altrettanto citato quanto lo scalfariano (di Scalfaro, non di Scalfari) “Non ci sto!”

Ho citato Craxi e Berlusconi come esemplari perché purtroppo i loro seguaci (oggi pochi del primo, molti di più del secondo) pur non essendo meno convinti di quelle stesse tesi, pur coscienti di essere membri incivili della società incivile, non hanno né il carisma né la posizione dei due citati. Solo da queste due forti personalità è venuta la resistenza contro quelle manovre, quelle azioni che alla parte della società ( incivile, ignorante, male informata, immorale) sono apparse come una congiura e come un colpo di stato attuato con la collaborazione attiva dei pubblici ministeri, come una politicamente delittuosa intrusione dei giudici nella vita politica, come un farsi dei giudici parte politica in voluta confusione con l’attività giudiziaria.

Rusconi insinua che dietro alle contestazioni alla celebrazione del 2 giugno da parte di alcune forze politiche, convinte di rappresentare in esclusiva la “società civile”, “dietro agli argomenti avanzati si celino altre intenzioni” e invita a fare un passo indietro alla fase culminante poi precipitata del berlusconismo ossia alla stagione alta dei movimenti della “società civile” di cui retrospettivamente oggi, a suo avviso, si colgono i limiti.

Quali e come si colgono? Intanto Rusconi considera che non “si trattava semplicemente di un collettore dell’antiberlusconismo, come si disse.” Ma se non si trattava semplicemente di un collettore dell’antiberlusconismo di che si trattava allora? Sembra che a Rusconi non interessi esplicitare questa verità.

Prosegue invece, dopo averci avvertito che la società civile è diventata la società dei fruitori e spettatori di internet, con quel famigerato movimento a cinque stelle, vera incognita della nostra politica e portatore di una strategia politica complessiva ancora troppo confusa (a prescindere dalla punizione esemplare della casta)”. Una miscela che fa rabbrividire e lo fa rabbrividire. Ma “una cosa è certa: che col passare del tempo e il prevedibile peggioramento della crisi”  ecc. ecc. si faranno sentire emotività piuttosto che argomentazioni ecc. ecc.  sull’uscita dall’euro e dalla CEE. Ecco! L’ultima “pazza idea” di Berlusconi di una zecca italiana , anche se subito ritirata, è un segnale da prendere sul serio,” .

In maniera assai simile anche un commentatore liberale come Bettiza in un articolo del mette in evidenza come “un Italia anti-Europa s’annida fra le schiere di partiti una volta dominanti, e oggi perdenti, affascinati dalle piazzate in libertà di un Grillo”. Mi chiedo da quali sentimenti può essere giustificato un tono che poi si esprime con termini quali “piazzate in libertà di un Grillo” ma forse pretendo troppo.

I due opinionisti bocciano dunque da una parte Grillo perché chiede imperiosamente di uscire dall’euro e dall’altra l’atteggiamento di un ambiguo Berlusconi. Ma soprattutto bocciano quello che considerano un nuovo sbocciato amore di Berlusconi e forse del Popolo della Libertà per Grillo.

Berlusconi non ha scoperto Grillo ora, perché ha in comune con Grillo ciò che ha sempre avuto. Un qualcosa che la nostra illuminata élite, la nostra altrettanto illuminata società civile identificano come populismo in contrapposizione alla loro vera democrazia. Peccato che quella “loro” democrazia, secondo numerosi sostenitori delle idee di Grillo e altrettanto simpatizzanti delle idee Berlusconi, altro non sia che un’aristocrazia antipopolare e una democrazia delle èlite. Quelle stesse elite, oggi come ieri, così “civilmente” disgustate sia dall’immorale, incivile, populistico berlusconismo, sia dell’incivile, volgare, populistico movimento a cinque stelle che, ricordo, sarebbe “portatore di una strategia politica complessiva ancora troppo confusa (a prescindere dalla punizione esemplare della casta)” (Una miscela che fa rabbrividire e lo fa rabbrividire)

Cominciamo dalla questione dell’Euro. Sono sicuri i vari illuminati opinionisti che tutto non finirà disastrosamente con il fallimento dell’Euro o con la formazione di due comunità con due diversi euro, che noi dopo il tracollo di Grecia e Spagna non si debba uscire dall’euro e tornare alla lira? La seconda è lontanamente paragonabile a quella di Berlusconi, anche se in realtà, Berlusconi auspica che sia la Germaniaa uscire dall’euro, come auspicano molti tedeschi mentre molti altri più furbamente lo scongiurano perché troppi vantaggi sta avendo il loro paese (finanziamenti a tasso negativo, valore dell’Euro molto più basso e conveniente (proprio per la presenza di economie deboli come quelle citate) che favorisce le loro esportazione e danneggia quelle delle deboli economie citate per le quali quel valore dell’euro è troppo forte.

 

Ma il vero problema è, a mio avviso, l’ottusità con cui la sinistra (i partiti di sinistra, soprattutto l’elite che si nutre di Espresso e Repubblica) s’è interfacciata tanto col movimento a cinque stelle, che col berlusconismo, che col leghismo. Non cercando di capire le idee di cui erano portatori ma iniziando una campagna di insulti e di odio. Non attenzione, non interpretazione senza pregiudizi, non interazione non discussione per creare quei nuovi significati così preziosi in democrazia[i], ma barriere di accuse, insulti, delegittimazioni, richieste d’intervento del presidente della repubblica, dei pubblici ministeri.

Prendiamo intanto atto intanto che esiste un programma generale di governo e una configurazione ideale verso una nuova società del movimento a cinque stelle. Prendiamo atto che Grillo lo sta gridando da sempre, da quando era una voce isolata, da quando era un sito su internet, da quando non rappresentava neppure l’un per cento.

Certo il movimento parla secondo un diverso paradigma ( come del resto lo parlava Berlusconi, come del resto lo parlava Bossi) ma è mai possibile la nostra alta intelligenza italica, intellettuale e giornalistica non abbia percepita nessun contenuto o, peggio, non si sia neppure minimamente impegnata di percepirlo. Grillo non parla il politichese, Berlusconi neppure, anche Bossi per un certo verso e questo già basta per parlare nei primi due casi di antipolitica e nel terzo di razzismo (Anche sulla proprietà di questo termine si dovrà parlare).

Cosa chiede Grillo? Un società diversa? Tanto diversa da declinare un paradigma rivoluzionario? Tanto rivoluzionario da spaventare, da provocare un rifiuto a priori esprimibile con un’espressione del tipo “Sproloquiare” o ”Condurre piazzate in libertà”. Costoro sono i nostri maestri? Queste le risposte?

Dimentichiamo Berlusconi e parliamo di Grillo che basa, a quanto sembra, basa “le sue piazzate in libertà” o “le sue miscele che fanno rabbrividire” su una radicale isonomia, su un programma ambientalista e su quella che Rusconi definisce “punizione esemplare della casta”, che secondo il nostro Solone di turno non sarebbe (bontà sua) un elemento confuso fra quelli confusi che compongono “la sua strategia politica complessiva ancora troppo confusa” sull’uscita dall’euro sentito come un cappio che ci strangola e che comunque non permetterebbe neppure un inizio di realizzazione del programma.

Parlerò ora prima dell’ultima (Uscita dall’Euro) e poi della precedente (Punizione esemplare della casta. E se Elfo che comanda il Blog perché sa due stupidaggini di computer, vuole interrompermi lo faccia qui e non a casaccio.
Curaro

Elfo

E’ proprio ora di fermarsi. Ma se Curaro vuole fare come vuole perché non si fa il suo Blog dopo aver imparato la due stupidaggini?

 

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